Arriva la terza Repubblica, ma senza i partitini dello zero virgola…
Finalmente in Italia si è raggiunta una semplificazione della vita politica, speriamo a tutto vantaggio della stabilità del Governo e delle necessarie (e non più differibili) riforme istituzionali e di politica economica.
Il Popolo italiano ha superato nei fatti i suoi rappresentanti parlamentari concentrando il voto sui partiti maggiori. Oltre la storica esclusione de “La Sinistra Arcobaleno” i cittadini hanno sonoramente defenestrato un sacco di partitini dello zero virgola, che in campagna elettorale a causa della legge sulla “par condicio” ci siamo dovuti sorbire abbondantemente in televisione: ENRICO BOSELLI che ha suicidato lo storico Partito Socialista (0,867 %), i sinistri MARCO FERRANDO (Partito Comunista dei lavoratori 0,550 %) e FLAVIA D’ANGELI (Sinistra Critica 0,416 %), per non parlare di STEFANO MONTANARI (per il bene comune 0,323 %), STEFANO DE LUCA (Partito Liberale Italiano 0,307 %), BRUNO DE VITA (Unione Democratica per i consumatori 0,237 %), di RENZO RABELLINO (che ha cercato di confondere il popolo di Beppe Grillo, peraltro risultato molto esiguo, con la lista dei grilli parlanti 0,150 %), quel provocatore di GIULIANO FERRARA (che ha ammesso di aver ricevuto dai cittadini “un pernacchio” con la sua lista No Aborto ha preso alla Camera dei Deputati lo 0,371%) e tanti altri minuscoli partiti dello zero virgola.
Penso sia necessario innalzare il numero di firme da raccogliere (oggi 50.000) per costituire un partito politico e che nelle prossime elezioni, se Renzo Rabellino si ripresentasse abbia lo 0,15% del tempo a disposizione per la sua campagna elettorale giocata sulla confusione e Giuliano Ferrara lo 0,371 per i suoi punti di vista etici.
In bocca al lupo a chi governa, e avanti con le riforme.
Scritto il 15 Aprile 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Politica |
3 Commenti »
La campagna elettorale era iniziata con un "volemose bene", con toni pacati, con piacevoli confronti e invece alla fine è diventata l’esatto opposto. Dopo l’onda dell’antipolitica di Beppe Grillo e i suoi vaffa sembrava quasi che i politici avessero preso coscienza del malcontento degli italiani. Sembrava che qualcosa stesse cambiando.
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