
Ieri, 9 marzo 2008, è stata resa al pubblico la casa di Augusto al Palatino, la Domus Augusti. Scoperta 30 anni fa, con le sue quattro sale e uno studiolo meravigliosamente affrescati, rappresenta il complesso pittorico di secondo stile più importante tra le scoperte degli ultimi decenni.
Alla visita inaugurale è intervenuto Francesco Rutelli, il ministro uscente per i Beni e le Attività Culturali, che, guardacaso, è in piena campagna elettorale per la carica di sindaco di Roma. Accompagnato da moglie e figli, l’ex ministro si è lasciato "disturbare" dalla stampa, dicendo «Abbiamo realizzato il puzzle più monumentale della storia frutto di oltre vent’anni di lavoro …» e facendo promesse su possibili celebrazioni al bimillenario del Tempio della Concordia.
Chiarissimo che si tratta di pura e semplice propaganda per la sua campagna elettorale! Mi ricorda le varie inaugurazioni dell’Ara Pacis fatte dal suo amico Veltroni anni fa.
Ma la sua avidità e la sua smania di salire al campidoglio hanno evidenziato la sua incapacità. Infatti l’inaugurazione non è stato un vero successo. Sono stai invitati contemporaneamente i personaggi più in vista e la stampa locale ed internazionale. Oltre a questi si sono aggiunti turisti e curiosi. Considerando che le visite avvenivano per gruppi ristrettissimi, con massimo cinque persone alla volta per lo studio di Augusto, sì è creato un affollamento di un migliaio di persone, con malori tra la folla per la calca, nervosismo e stampa spazientita!
Non sarebbe il caso di impegnarsi su altri problemi di Roma quali trasporti, sicurezza e case? La passata esperienza di Rutelli come sindaco non è stata una buona cosa per la capitale! Spero che i romani se lo ricordino quando andranno a votare! Basta con la politica panem et circenses!
Scritto il 10 Marzo 2008 da Stefano Errante
Categoria: Arte e Cultura, Politica, Roma |
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Dal museo di Zurigo dove è presente la Collezione Burle, una delle più importanti collezioni private di pittura europea ricca di opere di impressionisti francesi e di altri artisti del XIX secolo, sono stati rubati 4 quadri di Cezanne, Degas, Van Gogh e Monet. Si tratta delle seguenti opere: "Papaveri vicino a Vetheuil" di Claude Monet, "Il conte Lepic e le sue figlie" di Edgar Degas, "Ramo di castagno in fiore" di Vincent Van Gogh e "Ragazzo con il gilet rosso" di Paul Cezanne.
Sono quadri che hanno un valore stimato di 112 milioni di euro. il valore delle opere trafugate fa di questo furto uno dei più gravi commessi al mondo negli ultimi venti anni dopo la sparizione di tre tele di Van Gogh dal museo di Arnhem nel Paesi Bassi nel 1988.
Ma chi è che ruba capolavori dell’umanità come un quadro di Van Gogh?
Certo non sono “pezzi” che hanno un mercato, non si possono certo vendere ad un ricettatore come una normale catenina d’oro o l’argenteria di famiglia. Sono sicuramente furti su commissione che andranno ad arricchire le collezioni privatissime di soggetti ricchissimi e privi di scrupoli. Ipotesi? Mafia russa o mafia cinese? Sceicchi di petrodollari o Boss del narcotraffico?
Unica cosa sicura che è stata sottratta all’umanità l’opportunità di godere delle opere dell’ingegno dei suoi figli più talentuosi.
Scritto il 12 Febbraio 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Arte e Cultura |
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Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una mail davvero molto interessante e preoccupante in risposta ad un nostro vecchio post sui venditori ambulanti.
Di seguito il contenuto della mail.
Vi definite controcorrente e pronti alla verità… veramente? Ora vi dico la verità sugli ambulanti del centro storico.
Si deve partire da un dl 159 / 2007 art 14 ( già convertito in legge 222/2007 art 14 ) che parla dei servizi aggiuntivi e di beni culturali; dice che fra breve scadrà qualcosa e i bandi ci saranno il 28 febbraio. Poi è iniziata l’inchiesta de Il Messaggero di Caltagirone e il ministro Rutelli ha adottato una direttiva per mandar via gli ambulanti e il loro degrado dai centri storici.
Avete capito bene, quello che scade sono le soste degli ambulanti e tra breve (28 febbraio) ci saranno i bandi per rivenderli… a chi? Difficile dirlo, comunque il Messaggero di Caltagirone fa sul tema un articolo al giorno. Si trova qualcosa pure sulla Rassegna Avvocatura dello Stato anno LVII n 3 a iniziare dalla pagina 49.
Il governo ha chiesto a degli esperti come sfruttare al meglio i beni dello stato ed ecco che arrivano le fondazioni bancarie. Curioso come i giornali parlano solo di decoro, ma quando si incontrano i politici si parla solo di marketing. Comunque posso dire che hanno presentato varie proposte di chioschi bar sui fori imperiali, anche sulla via sacra e dentro il colosseo e soprattutto a piazza San Marco. In quest’ultima si parla addiritura di un maxi chiosco bar (circa 150 metri quadrati). Inoltre i PIT (Punti Informazioni Turisti) cominceranno a vendere souvenir e bibite!!!
Stanno dando in gestione i monumenti a fondazioni bancarie, che poi saranno le classiche scatole cinesi dove non si saprà mai chi è il vero titolare ( anzi per quanto riguarda Roma si sa! ). La cosa incredibile è che non lo dice nessuno!!! Da leggere un articolo scritto da una giornalista di Liberazione sul mercato di Porta Portese; esce sempre quel nome, che è il padrone di tutto… anche del Messaggero.
Da citare anche quel che hanno provato a fare nel IV Municipio, cambiare la destinazione d’uso di 1 milione e 36 mila metri cubi di cemento. Non ci sono riusciti per un pelo, una giornata nera per Veltroni e Caltagirone!
Lo credo che qualcuno parla di metro C, D, etc. etc. ma ci sono i soldi per costruirle? Purtroppo temo che stanno vendendo letteralmente Roma e nei prossimi mesi ne sapremo di più… tra breve ci saranno i bandi e sicuramente ci un’accelerazione.
Credo che tutto questo non vada… e voi siete tra i pochi a sapere la verità.
Scritto il 7 Gennaio 2008 da Stefano Errante
Categoria: Arte e Cultura, Politica, Roma |
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