MaratonArte: richiesta di autotassazione
Si è conclusa ieri MaratonArte, l’iniziativa voluta dal ministero per i Beni e le Attività Culturali insieme alla Rai con lo scopo di raccogliere fondi per salvare e recuperare sette siti di importanza archeologica e culturale. Per partecipare bastava mandare un sms al costo di due euro. Hanno raccolto più di 2 milioni di euro; davvero una bella cifra per la "missione possibile"! Il ministro Rutelli, come suo solito, ha fatto spola da un programma tv ad un altro per promuovere e prendersi il merito di una bella e utile iniziativa.
Condivido pienamente l’idea di conservare la nostra storia, la nostra identità ma con tutti i problemi che abbiamo penso questo sia l’ultimo in ordine di importanza. Come può un ministro di un governo che porta gli italiani a "stringere la cinghia" promuovere iniziative di "autotassazione"? Mi chiedo che fine facciano gli introiti dei biglietti di ingresso ai musei e ai siti archeologici. E quella parte dei proventi del Gioco del Lotto che vengono devoluti al ministero per i Beni e le Attività Culturali?
Tra i sette siti interessati dall’iniziativa c’è la casa di Augusto al Palatino a Roma; Veltroni avrebbe dovuto impiegare meglio i soldi spesi nelle "notti bianche". Sappiamo bene che l’Italia posside gran parte del patrimonio artistico mondiale e considerato che è impossibile riuscire a sostenere da sola i costi per il mantenimento di tutte le opere, sarebbe necessario l’intervento e l’aiuto di enti internazionali: è la storia dell’umanità, riguarda tutti noi!
Scritto il 8 Ottobre 2007 da Stefano Errante
Categoria: Arte e Cultura |






10 Ottobre 2007 10:49
Ben vengano tutte le iniziative che vogliono salvare e recuperare dei pezzi del nostro patrimonio artistico e archeologico. Vorrei fare una proposta: gli scantinati dei musei pare siano pieni di opere d’arte immagazzinate, al fine di renderle fruibili dai cittadini o comunque al fine di “utilizzare” dal punto di vista economico questo potenziale, sarei per l’affitto (non vendita) anche per lunghi periodi (30 anni), a enti governativi o fondazioni private di siti o beni che possano essere resi fruibili. Gli oggetti di valenza storico-artistica potrebbero essere esposti anche al di fuori del territorio nazionale.
Non bisogna vedere le notti bianche come un’alternativa al recupero dei beni archeologici, ma devono essere inquadrate come una risorsa che crea ulteriore moviemnto culturale ed economico , una componente che può contribuire a produrre linfa economica tale da contribuire anche allo sviluppo di questo settore.