le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

Your Ad Here

Le “Nozze di Cana” del Veronese torna a Venezia, ma in FOTOCOPIA!


Nozze di Cana

 Il famoso dipinto le "Nozze di Cana", opera del grande Paolo Veronese, venne realizzato nel 1562-63 a Venezia presso la il refertorio dei frati benedettini sull’isola di San Giorgio. Venne trafugato l’11 settembre 1797 da Napoleone, a seguito della pace di Campoformio. I francesi spezzettarono il dipinto in strisce orizzontali (direi da veri BARBARI!!!) e dopo una spedizione durata mesi venne riassemblato al museo Louvre di Parigi. Sappiamo bene che le più famose opere d’arte di cui la Francia si vanta provvengono dai saccheggi in Italia compiuti da quel "furbacchione" di Napoleone.

Nel 1815 Antonio Canova tentò invano di farselo restituire. Nei più recenti anni ‘60 Andrè Malraux in qualità di ministro della cultura promise, ma la Francia non lo rese!

Ebbene, oggi il dipinto è tornato a Venezia, ma in copia. Un collage di 2700 scatti ad altissima definizione, opera dell’artista Adam Lowe, riportati su una tela di lino irlandese.

A comissionare la copia è stato Pasquale Gagliardi, segretario generale della fondazione Cini. Davvero un spreco di denaro e risorse. Sono stati spesi circa 100.000 euro per una mega fotocopia. Sarebbe stato meglio impiegare questo denaro per il restauro di qualche altra opera e, soprattutto, di quelle lasciate a giacere nei magazzini dei nostri tanti musei.  Sicuramente è più emozionante la vista di un vero dipinto, magari mai esposto prima, della vista di una fotocopia.


Scritto il 15 Settembre 2007 da Stefano Errante

Categoria: Arte e Cultura |

Your Ad Here


8 commenti

  1. Andrea scrive:

    Credo che prima di criticare bisognerebbe vedere di persona…. un lavoro davvero eccellente, una grande emozione avere davanti il contesto pensato da Veronese per il quadro… non so davvero se la copia sia al Louvre o a Venezia, non ne sono sicuro

  2. Stefano scrive:

    Ciao Andrea, forse non sono stato chiaro. Io non critico la qualità dell’opera, o meglio della “fotocopia”, ma il fatto che i soldi spesi potevano essere impiegati per altro…

  3. emilio scrive:

    Caro Stefano perché parli di fotocopia? l’hai visto? Della fotocopia non ha nulla. Intanto il facsimile è fatto su tela, con un lavoro di ricerca spaventoso per riprodurre tutte le caratteristiche dell’originale. La stampa non è a inchiostro ma a pigmento. Tutti i ritocchi sono stati fatti a mano. Il cenacolo palladiano ora che ha ritrovato le nozze di veronese (seppure in facsimile) non è più lo stesso luogo. E’ troppo facile liquidare le operazioni che non si conoscono e non si capiscono appiccicando un marchio (falso, fotocopia, ecc)

  4. Stefano scrive:

    Emilio, apprezzo il dettaglio del tuo commento quasi tu fossi particolarmente addentro la questione, ma ti invito a leggere meglio il mio scritto e la mia risposta a Andrea. Ho detto che non critico la qualità ! Ripeto: NON CRITICO LA QUALITA’ ! E poi potete dire tutto quello che volete ma rimane comunque una copia ! Volete forse negare che ci sono opere che rischiano di essere perse per sempre poichè non ci sono i fondi per il restauro ? Delle Nozze di Cana rimane pur sempre l’originale. Piuttosto perchè non si impegnano a farlo rientrare a casa?

  5. emilio scrive:

    è vero sono addentro la questione come dici tu. e allora?
    è vero che che è una copia. e allora?
    Caro Stefano, tutte le critiche sono lecite, purché non pregiudiziali. Se tu avessi visto la mostra forse sapresti anche perché (dal momento che è chiaramente spiegato) è ormai impossibile riavere l’originale. Capisco però che cercare di capire significa documentarsi e documentarsi costa fatica, soprattutto per chi è convinto di avere la verità in tasca.

  6. Stefano scrive:

    E allora? Sono io che dovrei dirlo. In quel che hai scritto dimostri chiaramente che sei tu a non accettare le critiche. Comunque vorrei invitarti nuovamente a leggere il post (sempre che non ti “costi fatica”), forse ti è sfuggito che non critico né la mostra né la fotocopia. Sono liberissimo di avere la mia opinione!
    Il tuo documentarsi coincide ovviamente con l’andare a vedere la mostra? E poi chi è che ha la verità in tasca? Forse tu?
    Perchè non mi hai illuminato scrivendomi il motivo per il quale il quadro non può rientrare piuttosto che sentenziare?

  7. ildemansionato scrive:

    Va bè dai non vi arrabbiate. Devo dire che mi piacerebbe molto vedere questa copia ad alta definizione perchè immagino, visto l’ardore dei commenti, che sia di una qualità eccellente.
    Trattandosi di fotografie ad altissima risoluzione la qualità della copia non può essere che favolosa ed immagino che la visione possa davvero far venire i brividi. Inoltre la fondazione Cini può spendere il proprio denaro come ritiene opportuno e Le nozze di Cana sono un dipinto di particolare valore.

    Ma trovo che Stefano possa esprimere liberamente la sua critica.
    Cavolo, 100.000 euro sono una bella cifra e trovo che la scelta possa essere messa in discussione.

  8. gianni scrive:

    Certo anche se il “facsimile” sarà perfetto e riporta il cenacolo palladiano agli antichi splendori non credo abbia lo stesso fascino dell’originale, sarò un inguaribile romantico, ma guardando un quadro preferisco immaginare il veronese mentre stende la pittura che dei tecnici in camice bianco che clonano un’opera d’arte.

Commenta

NB I commenti devono essere approvati dal moderatore prima di essere pubblicati.

Copyright © 2oo7 by le cose che non vanno

Contattaci

Questo/a opera è pubblicato sotto una
Licenza Creative Commons

Creative Commons License