Dov’è finito l’inverno? Clima impazzito?
Il clima del nostro piccolo pianeta si sta rapidamente modificando. Forse a causa dell’effetto serra prodotto dall’uomo o forse per via di mutazioni climatiche naturali (l’era glaciale insegna), una cosa è certa, il clima al quale l’uomo è abituato è destinato a cambiare.
Nella nostra vita quotidiana si nota che l’inverno sta sparendo (il National Climatic Data Center degli Stati Uniti, che ha registrato le temperature medie degli ultimi 127 anni, ha rivelato che il 2007 sarà l’anno più caldo del secolo), ma a livello globale gli effetti sono più significativi: i deserti avanzano, le calotte polari ed i ghiacciai si sciolgono e conseguentemente gli oceani si innalzeranno sommergendo molte zone costiere (se volete visitare le Maldive fatelo presto perché saranno le prime a finire sommerse), le precipitazioni saranno sempre meno prodighe e quando si verificheranno causeranno disastrosi alluvioni.
Ci sarà una migrazione epocale di circa 2,6 miliardi di uomini e gli Stati scateneranno guerre per il controllo dell’acqua dopo quelle per il controllo del petrolio.
Secondo il Rapporto del Programma ONU per lo Sviluppo già oggi un miliardo di persone rischiano eventi catastrofici causati dall’ emergenza clima (cicloni tropicali, inondazioni, siccità, frane).
Davanti a tutto questo cosa possiamo fare? Dobbiamo sperare che i mutamenti climatici siano dovuti alle emissioni di CO2 che lo sviluppo umano produce e quindi intervenire sui governi perché limitino le emissioni dei propri Stati rispettando il Protocollo di Kyoto e poi proseguendo su questa strada “ambientalista” sfruttando le energie rinnovabili.
Nel nostro piccolo possiamo trasformare le abitazioni in cui viviamo in piccole centrali elettriche grazie al sole (fonte inesauribile e non inquinante) sfruttando gli incentivi statali per l’installazione degli impianti fotovoltaici non solo si elimina la bolletta, ma si può addirittura vendere l’energia elettrica prodotta al Gestore dei Servizi Elettrici -GSE Spa-.
Scritto il 29 Novembre 2007 da Gianni di Tacco
Categoria: Ambiente |






4 Dicembre 2007 08:33
Durante la tredicesima conferenza Onu sui cambiamenti climatici di Bali l’Australia rompe il fronte del no degli Stati Uniti (unici a non firmare)e decide di sottoscrivere il protocollo di Kyoto.
l’Ue chiede un target di stabilizzazione della Co2 per stoppare l’aumento della temperatura a 2 gradi. Gli Usa sono contrari a impegni vincolanti, mentre Cina e India rivendicano il diritto allo sviluppo.
L’Unione Europea, insieme alla Grn Bretagna, spinge perché tra le emissioni considerate inquinanti vengano inserite anche quelle prodotte dai trasporti navali e aerei, che sono escluse dal protocollo di Kyoto firmato nel 1997, ormai dieci anni fa. Certo non sarà un accordo facile da raggiungere e non basteranno di sicuro le due settimane di dibattito a Bali.