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Malati di mente: il fallimento della legge Basaglia


In Italia i pazienti affetti da malattie mentali gravi sono circa 2 milioni e 200 mila. Si ritiene che il tasso di incidenza sia di un malato ogni 10 mila persone all’anno: ad esempio in una città come Roma, che ha circa 3 milioni e 700 mila abitanti (non residenti e clandestini esclusi), l’insorgenza è di circa 400 nuovi casi all’anno.

Appare evidente l’aspetto sociale del problema. Trenta anni fa, si è tentato di riordinare la questione con la legge 180/78 (conosciuta come “legge Basaglia”), con questa norma si sono chiusi i manicomi, che in effetti erano diventati inadeguati per assicurare i diritti minimi del malato.

In questo modo si rimandavano in famiglia i pazienti, prevedendo solo per i casi acuti il ricovero nei reparti di psichiatria degli ospedali, limitando i trattamenti sanitari obbligatori, privilegiando la riabilitazione e il reinserimento nella società, questo percorso sarebbe dovuto essere garantito anche da servizi sul territorio, predisposti dalla Regione, che avrebbero dovuto fare prevenzione, cura e riabilitazione.

Ma il mondo reale è differente da quello teorico.

Questi servizi non sono stati adeguatamente potenziati e quindi le famiglie sono state abbandonate nella gestione e nella cura del malato di mente. Per cui spesso il ricovero rappresenta l’unica soluzione per un malato grave, che inizia un pendolarismo ospedaliero entrando ed uscendo dal reparto psichiatria oppure diventa un lungodegente (anche a vita) in una clinica magari privata (un posto in clinica privata costa al giorno 400/500 euro).

I malati che non hanno una famiglia alle spalle in grado di sostenerli rimangono abbandonati a loro stessi, molti di questi vanno ad ingrossare le fila di quei “barboni” che affollano le strade cittadine e le stazioni ferroviarie. Molti sono innocui, ma alcuni sono aggressivi e pericolosi, allora mi chiedo se non sarebbe opportuno dirottare alcune risorse della sicurezza alla risoluzione di questa problematica.

Dopo trenta anni si deve constatare il fallimento della legge Basaglia, ma atteso che indietro non si può tornare, è necessario costruire un progetto di cura e di riabilitazione individuale. Anche mediante un inserimento in apposite comunità terapeutiche.


Scritto il 27 maggio 2008 da Gianni di Tacco

Categoria: Altro | 6 Commenti »

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6 commenti

  1. luisa scrive:

    come dire..d’accordo.
    il tema è delicato e purtroppo spesso di bandiera.stupidamente.come gran parte dei temi importanti. la legge basaglia interveniva x correggere una situazione inaccettabile,grande merito. peccato che gli intellettuali,i legislatori e l’opinione pubblica nn abbia saputo fare di meglio in 30 anni che sbarazzarsi di un problema e nn porre alternative o aiuti concreti. ho 26 anni e vivo nella paura da 21. da quando ho iniziato a comprendere.la mia alternativa è stata andare lontano da casa.ora nn ci riesco più sia per la nostalgia che per la paura x i miei cari.e per stare vicino alle persone che amo l’unica soluzione è continuare a subire insieme a loro.tra il timore di una tragedia,gli sconforti qotidiani e le ingiustizie plateali anche delle istituzioni pronte a ricevere e inoltrare senza accertamenti denunce fatte da un malato di mente che ha usato violenza e persecuzioni x poi alla fine denunciarci.lo stato ci dà un pugno in faccia in più.nella speranza che non succeda di peggio dopo anni vissuti nella paura.anche se con rammarico, x questo e troppi altri motivi, mi sono ridotta a pensare..purtroppo vivo in italia.

  2. Gianni di Tacco scrive:

    Ciao Luisa,
    ho letto con attenzione il tuo commento, capisco il tuo sgomento, ma non ho capito bene il tuo problema, un malato di mente vive nella tua famiglia o vicino alla tua famiglia? Dopo avervi perseguitato vi ha successivamente denunciato?

  3. Etere scrive:

    …si in effetti mi ha un po’ incuriosito quello che hai scritto…please Luisa, rispondi al caro Gianni! :)

  4. Fabio Padovan scrive:

    Pericolosi?

    Sicurezza?

    Ma tu parli di persone e situazioni che hanno dei volti o solo di statistiche?

    Mi spieghi cosa vuol dire, molti sono innocui?

    Se dici “molti sono innocui” significa che parti dal preconcetto sbagliato che di solito non lo siano.

    I pazzi sono persone con delle malattie, da curare, sono pazienti come gli altri.

    Rinchiuderli è come farli morire, hai mai provato ad essere rinchiuso?

    Di sicuro no. Te lo farei provare, poi cambieresti idea.

  5. Gianni di Tacco scrive:

    Parlo di persone che sono pericolose soprattutto per se stesse, persone che non dovrebbero essere abbandonate a loro stesse finendo come barboni in strada o scaricate alle famiglie di provenienza senza alcun sostegno.
    Non dico di rinchiudere nessuno, ma di sostenere, curare, confortare, assistere dal punto di vista medico e psicologico questi pazienti, che sono pazienti appunto come gli altri e pertanto non si devono lasciare in balia di se stessi, ma è necessario assisterli e curarli.
    Molti sono innocui nel senso che la stragrande maggioranza è tranquilla, chiusa nei suoi labirinti purtroppo, nessun preconcetto assolutamente, ma non si può negare che alcuni, esigua minoranza, ma non per questo trascurabile sono aggressivi e pericolosi e che necessitano in questi casi cure obbligatorie.
    Hai ragione non sono mai stato rinchiuso e nemmeno ci tengo a fare questa esperienza, ma se avessi bisogno di assistenza preferirei avere un letto pulito sul quale dormire, cibo caldo 3 volte al giorno e possibilità di essere curato con terapie mediche e psicologiche piuttosto che finire barbone alla stazione termini.

  6. patti scrive:

    mi chiamo patrizia e da 26 anni ,vivo nella paura .ho un fratello malato di mente e in piu fa uso di droga .mia mamma vive solo per lui quando ha la sua solita crisi viene il dottore .decide lui sè farsi fare la siringa .se lui dice di no il medico se ne va condicendo che dobbiamo aspettare la crisi piu forte per chiedere la base di ricovero.allora mi domando che dobbiamo aspettare che ammazzi prima qualcuno ,io non capisco un MALATO DI MENTE devmi e decidere se farsi la terapia o no .mi aiuti a capire per mio parerei manicomi non dovevano essere chiusi solo gestiti megli o, e i pazienti dovevano essere trattati da esseri umani .

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