le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Alcol: una droga “ready to drink”


L'unico pieno che non ti fa andare lontano!L’alcol è un male sociale capillarmente diffuso, cresce il consumo tra le donne, soprattutto se laureate, e tra gli over 65. Oltre la metà delle future mamme non rinuncia a bere in gravidanza.

Ma il dato più allarmante riguarda gli adolescenti, questi sono invogliati ed instradati al consumo di superalcolici con i cocktail alcolici denominati “ready to drink”. Suadenti nelle loro bottiglie colorate, dove sono miscelati con aromi di limone, di arancia o di altri frutti, potenti alcolici come il rum e la vodka (come ad esempio il Bakardi Breezer). Bevande che nascondono il loro potenziale alcolico e rendono rapidamente ubriachi chi le consuma.

Tra i frequentatori di discoteche chi non beve è out. Siamo di fronte ad una "generazione alcol" costituita da adolescenti, anche giovanissimi, che già tra i 13 e i 15 anni cercano lo sballo del sabato sera, consumando dai due ai quattro drink in discoteca. Dalla ricerca dell’ Istituto superiore di sanità emerge che nelle discoteche il 74 % dei giovani e il 67 % dei 13-15enni, (dunque al di sotto dei 16 anni, cioè il limite minimo consentito per consumare alcolici nei locali pubblici) eccede nel bere.

I numeri che emergono da questo quadro non hanno bisogno di commenti, in Italia ci sono 36 milioni di forti consumatori di alcolici, di cui 9 milioni hanno gravi problemi di alcolismo.

Per i danni dovuti all’abuso di alcol in Italia muoiono ogni anno 34 mila persone (per abuso di droghe meno di mille), centinaia di persone sono quotidianamente ricoverate in ospedale.

La punta di questo iceberg si affaccia alla cronaca per gli incidenti stradali mortali causati da guidatori in preda ai fumi dell’alcol, il 50% degli incidenti stradali è causato da abuso di alcol, percentuale che aumenta di notte (61%) e nei fine settimana (57,7%).

Dopo il moldavo, Ignatiuc Vasile, che, in fuga dalla polizia, ha travolto con un furgone rubato un’ auto uccidendo un ventenne, Rocco Trivigno, a Centocelle ci sono stati altri due incidenti provocati da extracomunitari che guidavano ubriachi: nel bresciano un albanese, Adrian Ferizi, che guidava a forte velocità la sua Mercedes con un quantitativo di alcol nel sangue pari a 5 volte oltre il livello massimo consentito, ha investito uccidendo un imprenditore, Felice Bonori, e in provincia di Pisa un camionista macedone ubriaco, Nuredin Sain, ha investito un’utilitaria uccidendone il conducente, Paolo Bovini (61 enne da soli 20 giorni in pensione).

Ma l’alcol è responsabile anche di una forte percentuale degli incidenti sul lavoro e di un degrado sociale e familiare, basti pensare alle piazze antistanti le stazioni ferroviarie o della metropolitana che sono ormai trasformate in bivacchi per extracomunitari che si scolano decine di bottiglie di birra, extracomunitari che a tarda sera, e dopo aver innalzato il loro tasso alcolico, diventano un vero problema di ordine pubblico e di sicurezza per i singoli cittadini.

L’alcol è anche fonte di disordine personale e causa di gravissime violenze consumate all’interno della famiglia.

Insomma i gravissimi danni alla salute del cittadino che abusa di sostanze alcoliche sono solo un aspetto marginale del problema che è molto più complesso, infatti, non si può prescindere dal considerare le pesanti problematiche sociali connesse all’uso dell’alcol.

E’ necessario intervenire, intraprendere una battaglia contro l’alcol come si è intrapresa quella contro il fumo, applicando il divieto (già esistente) di vendita ai minori di 16 anni e limitando l’uso dei superalcolici nei locali notturni.


Scritto il 24 Settembre 2008 da Gianni di Tacco

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Alitalia, davvero basta!


Dipendenti Alitalia: meglio falliti che in mano a dei banditi!Sono davvero stufo e schifato per il caso Alitalia. Non se ne può davvero più e ciò non fa altro che dimostrare quanto questo paese stia scendendo in basso!

Parliamoci chiaro, Alitalia non è tanto la compagnia aerea di bandiera quanto un vero e proprio carrozzone dove la classe politica, di ieri e di oggi, ha sempre infilato dirigenti strapagati e trovato il modo di guadagnare sperperando il denaro pubblico.

Il gioco è andato avanti sinchè l’Alitalia non ha dovuto fare i conti con l’Europa. Nel momento stesso che i regolamenti europei hanno messo fine al suo monopolio sulle tratte aeree e il blocco sui tanto frequenti aiuti statali è scoppiato il caos, la crisi.

Questo è successo perchè non è mai stata un’azienda produttiva, con costi alti e un servizio pessimo, voli sempre in ritardo e "troppi dipendenti" rispetto al necessario. Troppi i privilegi per i lavoratori, come quello del servizo taxi che li traghetta da casa al posto di lavoro e viceversa. Questo spreco è continuato nonostande le difficoltà finanziarie!

Davvero basta! E’ ora che i contribuenti italiani si levino questo peso!

Il governo Prodi tentò invano di svenderla ad AirFrance poichè i suoi amici sindacati non tolleravano gli esuberi. Adesso ci sta provando il governo Berlusconi. Stavolta l’offerta tutta italiana con una nuova società di amici imprenditori, la CAI Compagnia Aerea Italiana, prevede meno esuberi ma non passa ugualmente!

Oramai l’Alitalia ha i giorni contati, anzi qualche ora, e il tutto si sta riducendo a uno scambio di accuse fra destra, sinistra, sindacati e lavoratori.

Sebbene i governi precedenti abbiano gravi responsabilità, creando e alimentando il problema a monte, ritengo che attualmente i sindacati abbiano la colpa di non voler accettare l’unica soluzione possibile al fallimento. Sarà loro la responsabilità, della Cgil in primis, della perdita di migliaia di posti di lavoro. I sindacati dovrebbero tutelare i lavoratori e non mandare a monte l’unica possibilità di salvezza. Cosa davvero assurda e che siano i piloti i più avversi ad accettare la proposta della CAI. Ma come proprio loro? Quelli che guadagnano stipendi da favola con incluse varie indennità, tra le quali la trasferta per l’utilizzo della navetta bus per arrivare all’aeromobile. Una cosa che nessuno ha fatto notare è che ci sono molti piloti che provvengono dall’aeronautica, che hanno preso il brevetto a spese delle stato (e non si parla di pochi denari) per poi uscire e darsi alla carriera civile! Gli farei rendere tutto il denaro speso per la loro formazione, altrochè! Non solo, adesso hanno anche il coraggio di minacciarci e farci paura con frasi del tipo <<Sembra però che qualcuno voglia creare un’azienda che produce delle forme di pressioni psicologiche gravissime sui piloti che portano anche ad incidenti aerei>>.

Che dire degli slogan urlati dai dipendenti Alitalia contro la CAI e gli applausi alla rottura delle trattative? <<Meglio falliti che in mano a quersti banditi>> gridavano a squarciagola! Tutto perchè gli si chiedeva, giustamente di lavorare un poco di più, ma sicuramente mai quanto i poveri disgraziati dei lavoratori italiani che lavorano nelle piccole imprese che costituiscono la vera economia del paese. Questi lavoratori ribelli preferiscono la cassa integrazione? Saranno mai in grado di rimettersi in gioco nel mondo del lavoro? E si credono di ritrovare in un’altra realtà gli stessi privilegi e trattamenti che hanno avuto sino ad ora? Poveri illusi!

Ieri la compagnia è stata messa all’asta e sul sito internet è stato pubblicato il bando dove si cerca qualcuno interessato! Dubito ci si riuscirà mai! Ma quale azienda seria andrebbe mai a contrattare con simili sindacati e ad assumere dei lavoratori che non accettano un compromesso sull’orario lavorativo? Gli imprenditori non sono delle Onlus e quello che perseguono è il profitto.

Tanto casino e poi alla fine penso che l’offerta della CAI verrà accettata. In realtà alla luce degli ultimi avvenimenti sarei molto più soddisfatto in un fallimento dell’azienda. Sicuramente noi cittadini dovremo accollarci anche questo costo, ma con la consapevolezza della conclusione definitiva del "carrozzone succhiasoldi" visto che l’attuale governo ha detto chiaramente che non sarà possibile alcuna nazionalizzazione.

Forse bisognerebbe puntare l’attenzione su tutti i precari e disoccupati che non riescono ad andare avanti e non vedono alcun futuro. Sono questi ultimi la verà realtà lavorativa del paese!

" Caro Berlusconi: Amo l’Italia, fallisca Alitalia! "


Scritto il 23 Settembre 2008 da Stefano Errante

Categoria: Lavoro | 4 Commenti »

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Furto di biscotti che finisce in tragedia e la sinistra lo chiama razzismo!


SprangaTerribile ciò che è accaduto a Milano, dove un 19enne di colore, di nome Abdul Salam Guibr, è stato ucciso a sprangate per aver rubato un pacco di biscotti. Terribile, davvero terribile! La vita vale molto di più e nessun motivo potrebbe mai giustificare un simile atto.

Gli aggressori sono stati i due uomini, Fausto Cristofoli e suo figlio Daniele, che gestivano il furgoncino bar da dove sono stati sottratti i biscotti.

Ovviamente la sinistra, Walter Veltroni in testa, non si è lasciata scappare l’opportunità di gridare alla xenofobia, al clima di razzismo creato dall’attuale governo. Non hanno rispetto nemmeno della morte e non si rendono conto che sono proprio loro, con questo modo di fare, a creare situazioni e sentimenti di intolleranza.

Ma no, non si può proprio parlare di razzismo per diversi motivi! In primo luogo Abdul provveniva dal Burkina Faso ma aveva passaporto italiano. Altra cosa che sfugge è che Abdul e i suoi complici dopo essere stati inseguiti  e insultati dai proprietari del furgoncino hanno anche sfidato questi ultimi impugnando un bastone.

Sicuramente, e ripeto sicuramente, i "signori" Cristofoli hanno sbagliato e per questo verranno giudicati e puniti, ma non si venga a descrivere Abdul come un martire! I parenti rilasciano interviste dicendo che era <<sempre gentile, un ragazzo vero, generoso, pronto sempre ad aiutare le persone che lo circondavano, un ragazzo  che evitava sempre discussioni con persone che definiva incivili>> e denunciando una Milano violenta e razzista.

Stiamo parlando di un ladrunculo che non ha avuto nemmeno il buonsenso di scappare piuttosto che andare ad affrontare le vittime del suo furto! Purtroppo è finita davvero molto male. Chi ha sbagliato pagherà per i suoi errori, ma la sinistra taccia!


Scritto il 15 Settembre 2008 da Stefano Errante

Categoria: Società | 14 Commenti »

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