le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Roma: il caos dopo il temporale


Roma allagataQuando nella capitale d’Italia piove la città impazzisce. Subito spuntano frotte di cingalesi che vogliono venderti l’ombrello (chiedono 5 euro ma a 3 euro si chiude l’affare!).

Quindi gran parte dei centomila motociclisti romani (quelli che non vogliono imbracarsi come mummie impermeabili) hanno la felice idea di non andare al lavoro con il motorino, ma decidono di prendere la macchina intasando ulteriormente le già occluse arterie stradali (la città è pronta all’infarto); le strade, inoltre, diventano pantani ed i pedoni, che non abbiano doti divinatorie come Mosè, sono costretti ad affondare nelle luride pozzanghere oppure essere innaffiati dalle auto in transito che come motoscafi alzano due ali di acqua.

Per non parlare dei semafori che si spengono e degli alberi non curati che cadono come le foglie in autunno (oltre 300 acacie sono state fatte cadere da vento e dalla pioggia sulla via Casilina).

Per chi abita nei seminterrati (visto che costano relativamente poco le cantine di Roma sono diventati appartamenti) l’allagamento diventa un vero disastro.

La metropolitana chiude la stazione di Giulio Agricola per “inagibilità”.

I vigili del fuoco sono costretti a fare straordinari per le numerose richieste di intervento (tanto il Governo ha deciso di non detassare gli straordinari degli statali).

Per chiudere in bellezza le mie scarpe Geox, la scarpa che respira e che dovrebbe far respirare anche il piede, oltre a far passare l’aria fa passare anche l’acqua, Mario Moretti Polegato (proprietario della geox e 5 uomo più ricco d’Italia) mi dovrebbe risarcire per questo pediluvio non richiesto.


Scritto il 21 Maggio 2008 da Gianni di Tacco

Categoria: Roma | 5 Commenti »

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Un Gay Pride con meno show e più diritti


Gay Pride Show

Sta facendo discutere la decisione del ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna di non patrocinare la manifestazione del Gay Pride prevista il prossimo 28 giugno a Bologna. Arcigay e le varie associazioni che combattono per i diritti degli omosessuali attaccano il ministro definendola "bella addormentata" e parlano di omofobia della destra.

Ammetto che nel nostro paese i gay vengono visti come dei "diversi", grazie anche alla chiesa e all’ignoranza di molti. Però è anche vero che la situazione non è così drammatica come denunciano le varie associazioni omosessuali. A parte sporadici episodi di discriminazione, che comunque colpiscono anche altre categorie deboli, penso che i gay del "bel paese" vivano liberamente. A Roma, Milano, Bologna e in tutta Italia esistono tanti locali pubblici gay friendly, molto frequentati anche da eterossessualie e, aimè, da padri di famiglia ( e non aggiungo altro ! ).

Il problema è che l’italiano medio ha una visone distorta dell’essere gay! Per molti l’omosessualità, oltre che essere una "malattia", definisce uno stile di vita dedito alla perversione, al sesso promiscuo e all’esibizione. Ma la colpa di tutto questo è soprattutto dei gay "appariscenti" e delle manifestazioni come il Gay Pride che NON mettono in evidenza la questione dei diritti e la discriminazione subita, ma vere e proprie carnevalate e scenette erotiche squallide.

La Carfagna dice che gli omosessuali << Hanno obiettivi che non condivido >>, però aggiunge anche che è pronta ad occuparsi di contrasto alle forme di discriminazione e di violenza, pronta a dare patrocini a seminari e convegni che si occupano di questi problemi. E sin qui nulla da eccepire. Sbaglia invece quando dice: << Penso che l’unico obiettivo dei Gay Pride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni >>. E su questo certo non posso esser d’accordo.

Forse al nostro ministro sfugge che non deve agire per il suo bene personale ma di quello delle minoranze! Non si può continuare, come ha fatto anche il precedente governo di sinistra, a ignorare le tante coppie omosessuali che vivono nel nostro paese. Anche loro pagano le tasse e hanno bisogno di quel minimo di diritti per poter vivere una vita insieme e non di matrimonio.

Sarebbe molto bello vedere un GayPride "pulito", dove si parli davvero dei problemi degli omosessuali, delle discriminazioni subite, delle difficoltà che incontrano tutti i giorni… ma che non sia un’esibizione erotico-circense e di corpi seminudi!


Scritto il 20 Maggio 2008 da Stefano Errante

Categoria: Politica, Società | 1 Commento »

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Ogni giorno 60 persone in Italia sono investite mentre attraversano la strada


Incidenti pedoniLa cronaca quotidiana ci ricorda che uscire di casa è pericoloso, tutte le strade del nostro “Belpaese” sono invase da automobilisti distratti o in preda a frenesie moderne nonché da veri e propri pirati della strada in preda ai fumi dell’alcol e alle polveri della droga.

I dati dell’Istat riportano cifre da bollettino di guerra: sulle strade italiane nel 2006 ci sono stati 5.669 morti di cui 758 pedoni e 21.062 feriti.

Circa 60 pedoni al giorno sono coinvolti in investimenti e 2 al giorno restano vittime dell’incidente. Non è possibile che in un Paese civile si verifichi una mattanza del genere.

Il cittadino al momento di attraversare sulle strisce pedonali (quando non le trova ostruite dalla sosta selvaggia) si deve destreggiare in molte tribolazioni, deve tentare l’attraversamento aspettando che un cortese automobilista gli dia la dovuta precedenza oppure attendere un “buco” nel traffico per lanciarsi in una corsa verso la salvezza della sponda opposta (il semaforo verde non sempre è indicatore di sicurezza per il pedone).

Nelle grandi città, che risultano maggiormente imbarbarite, il dover dare la precedenza al pedone che attraversa sulle strisce è costantemente ignorato dalla maggior parte degli automobilisti ormai degenerati dal caos generale del traffico metropolitano.

Per porre rimedio a questo mal costume dagli esiti tragici è necessario intervenire: le amministrazioni comunali devono rendere più visibili gli attraversamenti pedonali migliorando la segnaletica verticale ed orizzontale nonché corredare le strisce pedonali con appositi dossi artificiali tali che obblighino gli automobilisti a rallentare la loro andatura nei pressi delle stesse strisce.


Scritto il 15 Maggio 2008 da Gianni di Tacco

Categoria: Società, Trasporti | 1 Commento »

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