I comunisti di casa nostra hanno sempre avuto un debole per le dittature, un tempo anelavano la Madre Russia di Stalin, e la lunga marcia di Mao, ultimamente si sono rifugiati nell’amarcord di Fidel Castro e l’anti-imperialista statunitense il “Presidente” venezuelano Chavez.
Il nostro ex presidente della Camera in visita in Venezuela ha dichiarato: ”La diplomazia parlamentare consente un rapporto più ampio tra i popoli, le culture e le democrazie: può aiutare a creare quel dialogo tra diversi Paesi che spiana la strada ai governi".
Ma il Bertinotti dovrebbe sapere che Chavez è un dittatore eletto con brogli elettorali (la prima volta che ha preso il potere è stato tramite un colpo di Stato militare).
Hugo Chavez è anche il finanziatore delle FARC (Forze Armate Comuniste Rivoluzionarie) che fomentano una vera e propria guerra civile nel vicino Stato della Colombia e che controllano parte del Narcotraffico mondiale della cocaina.
Bertinotti dice: "i popoli devono conquistare la consapevolezza di appartenere alla stessa specie e di condividere lo stesso destino dell’umanità" e ancora accenna all’indigenismo ed alla rinascita della politica in Sudamerica, "basata sul nuovo rapporto tra politica e popolo". Ovvero sul populismo armato?
Paradossale è un’ultima frase riportata dall’ansa:“un aiuto essenziale al mondo di oggi può venire anche dai movimenti altermondialisti, no-global e per la pace". Citare questa frase ad un guerrafondaio è una vera tragicomica.
Fausto è più simpatico con i suoi maglioncini di cachemire e la sua erre moscia “padronale” nei cortei operai italiani.
Scritto il 28 Gennaio 2008 da Gianni di Tacco
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Che spettacolo da Repubblica delle Banane!
Nel Senato della Repubblica, in occasione del voto di fiducia al Governo Prodi, il dibattito politico finisce in rissa: ingiurie, corna e sputi servono a sottolineare una divergenza politica interna al partito di Mastella (3 senatori).
Sullo sfondo della caduta del Governo Prodi appare così evidente la crisi del Paese, crisi profonda, sociale, etica e morale, nonché economica. Degrado civile ben rappresentato dal senatore Barbato (che si vendica della bocciatura di un suo emendamento al decreto legge collegato alla Finanziaria sulla giustizia che prevedeva l’assunzione di 23 dirigenti al ministero della Giustizia). Degrado il cui simbolo rimane però indiscutibilmente Clemente Mastella, il poetico, il giorno prima di dimettersi ha firmato un decreto di nomina di magistrati, tra cui un pm della procura di Santa Maria Capua Vetere, ha nominato magistrati al Comitato direttivo della Scuola della magistratura, indicando, appunto, anche un pm della procura di Santa Maria C.Vetere, ufficio titolare dell’indagine a suo carico. Scuola di magistratura la cui sede, scelta dall’ex-ministro, è, guarda caso, proprio la “sua” Benevento, preferita all’ultimo momento a Catanzaro.
Quello che mi fa più rabbia che gente come Mastella cade sempre in piedi ed è pronto a salire sul carro del vincitore, che in questi giorni sembra essere Silvio Berlusconi. Sarà il futuro ministro della Giustizia o si accontenterà della Difesa?
Scritto il 25 Gennaio 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Politica |
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La condanna c’è, 5 anni di reclusione, che non sono pochi, ma non c’è l’aggravante del favoreggiamento alla mafia. Tanto basta a Cuffaro per festeggiare a base di cannoli siciliani (una vera farsa) e ad incassare il sostegno di parte del centrodestra che lo invita ad andare avanti alla guida della Regione. Il centrosinistra, invece, invita l’esponente dell’Udc a "riflettere" e invoca "le dimissioni" (almeno in questo caso non si ha la solidarietà unanime come per Mastella).
Esiste un problema di trasparenza e legittimità democratica per la permanenza di Cuffaro nella più alta carica istituzionale della Sicilia. Il permanere al suo posto danneggia notevolmente non solo l’immagine di una tra le più importanti regioni d’Italia, ma ne condizione gravemente il funzionamento.
Scritto il 24 Gennaio 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Politica |
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