Iniziano a trapelare notizie sull’inchiesta condotta dalla polizia del Québec riguardanti la morte dell’italocanadese Claudio Castagnetta.
A quanto pare Claudio non sarebbe morto a causa della pistola taser ma per colpa di un edema interno provocato non da traumi ma dall’uso di metamfetamine. Il rapporto sarebbe stato consegnato alle autorità soltanto questi giorni.
Fonti vicine alle autorità competenti hanno riferito al Corriere Canadese che la morte non è avvenuta a causa della scarica elettrica del taser gun utilizzato dalla polizia e neppure per le ferite che Claudio si sarebbe inflitto battendo la testa, in preda ad una crisi, sulle mura della cella. La morte sarebbe stata provocata da un rigonfiamento causato da un’intossicazione di metamfetamine.
Alla fine la polizia ne esce pulita! Ma se davvero sono così innocenti perchè dal 23 settembre, giorno in cui il giovane è deceduto, ad oggi non si sa ancora niente di certo?
Perchè le autorità canadesi non hanno fornito i chiarimenti richiesti al governo italiano? Il ministro degli affari esteri italiano, visto il comportamento evasivo dell’ambasciata canandese, è stato costretto a convocare ufficilamente l’ambasciatore.
Anche se Claudio fosse morto per colpa di questo endema, ciò non toglie il fatto che la polizia canadese ha comunque maltrattato il giovane (come provano i testimoni) e non gli ha prestato l’assistenza medica chiaramente necessaria. Sono colpevoli di questo come anche del fatto che non hanno fornito chiarimenti nè al governo nè alla famiglia Castagnetta.
Claudio era molto rispettato e apprezzato in Canada e, come fa notare Claudio Antonelli della News ITALIA PRESS, se fosse stato implicato in qualche questione di mafia la stampa canadese avrebbe dato spazio al caso, invece della totale indifferenza.
Scritto il 18 Dicembre 2007 da Stefano Errante
Categoria: Politica, Società |
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Chi l’avrebbe detto, , il Presidente ultraconservatore Iraniano, scrive sul suo blog (http://www.ahmadinejad.ir) parlando di Libertà, di Religione mentre nel suo Paese non esiste la libertà di espressione e di stampa e dove chi non si adegua ai dettami della casta religiosa (gli ayatollah) viene condannato a morte.
Interventi da tutto il mondo e per fortuna, oltre i pistolotti propagandistici (Gli auguri di Buon Natale, lo scambio di lettere con la madre di un soldato americano morto in Iraq) anche molti pareri critici, sicuramente filtrati dal dell’Irshad (il potente ministero della Cultura islamica).
Quasi quasi mi tengo Mastella!
Scritto il 17 Dicembre 2007 da Gianni di Tacco
Categoria: Società |
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La nostra compagnia di bandiera non trova pace. Proprio mentre vengono valutate le due offerte fatte di questi giorni, arriva la minaccia dei sindacati: «O ci consultate, o scioperiamo», per un Natale con voli a rischio. Intanto il titolo in borsa è stato sospeso per eccesso di ribasso. Tutto questo non fa altro che aggravare la situazione della compagnia e, come al solito, creare disagi ai passeggeri.
( Vorrei far notare che ogni Natale trovano un motivo per scioperare!!! )
Comunque la situazione è davvero assurda! A contendersi Alitalia sono Air One con un’offerta di 0,01 euro per azione e AirFrance con 0,35 euro per azione; da considerarsi che il prezzo di mercato è di 0,862 euro. La francese Air France avrebbe comunque in mente tagli ai dipendenti, alle rotte e il parcheggio di alcuni velivoli. L’offerta favorita sembra essere quella di AirOne, forse perchè si vorrebbe lasciare la compagnia in mani italiane. Ma a che prezzo?
L’Alitalia è davvero una compagnia aerea vergognosa e tutt’altro che competitiva, andata avanti solo grazie ai fondi elargiti dallo stato. Troppo il personale in esubero, prezzi dei biglietti elevati e voli perennemente in ritardo. E’ chiaro che per poter andar avanti ha un bisogno assoluto di fare dei tagli, cosa che i sindacati non permettono. Ammetto che in Alitalia ci sia una partecipazione pubblica, ma rimane pur sempre un’azienda e per questo soggetta alle leggi di mercato.
Le due offerte sono davvero "stracciate" e non garantiscono un rilancio della compagnia. La cosa certa è che l’Alitalia non può essere svenduta, ha solo bisogno di un cda competente che la sappia riorganizzare, anche a costo di "licenziare" il personale in esubero! E’ un’azienda non un ministero…
Scritto il 14 Dicembre 2007 da Stefano Errante
Categoria: Trasporti |
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