le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Cina: il massacro dei cani scuoiati vivi


Stamane nella mia mailbox ho trovato una mail il cui oggetto parlava di petizione. Ho pensato si trattasse della solita catena di Sant’Antonio, ma considerato che il mittente era di fiducia sono andato a vederne il contenuto. E’ stato uno choc!

Nella mail si parla del massacro dei cani e volpi in Cina per ricavarne le pellicce. Questi poveri e indifesi animali vengono storditi con dei colpi alla testa per poi essere scuoiati vivi, in modo che la pelliccia sia più pregiata. MALEDETTE PELLICCE! Ma è possibile che l’uomo sia così crudele? Quelle povere bestiole, dopo esser state scuoiate, rimangono vive per alcuni minuti…

Non ci volevo credere, ho pensato fosse uno della solita leggenda metropolitana. Purtroppo mi sbagliavo, allegato c’era un video dell’inchiesta fatta dalla Swiss Animal Protection e EAST International.

 

ATTENZIONE: il contenuto è molto forte e non adatto ai minori.
La visione del filmato è a vostro rischio e pericolo.
 

ATTENZIONE: il contenuto è molto forte e non adatto ai minori.
La visione del filmato è a vostro rischio e pericolo.

 

Per partecipare alla petizione basta inviare una mail con almeno 500 nomitivi e realtiva città di appartenenza a PETA2@peta.org.

Per altre iniziative vedere il sito della LAV www.nonlosapevo.com


Scritto il 31 Ottobre 2007 da Stefano Errante

Categoria: Società | 55 Commenti »

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Strani incidenti: fatalità?


Incidenti stradali: fatalità?La storia recente della nostra Repubblica, e non solo, è costellata da strani incidenti in genere stradali, metodo per intimidire o per togliere di mezzo personalità scomode oppure solo fatalità e coincidenze.

Ieri mi hanno colpito due cose in tv:

  1. il pianto del magistrato Clementina Forleo, isolata ed attaccata a tutti i livelli, anche quello personale
  2. la trasmissione di RAI 3 “Report” che ricostruiva il groviglio di falsi, complicità finanziarie e coperture politiche del gruppo PARMALAT che hanno creato il più grosso crac della storia d’Europoa (14 miliardi di Euro).

Questi due argomenti hanno un’analogia, un testimone chiave dell’inchiesta, Genesio Fornari, che aveva stipulato i rapporti tra Pubblitalia e Parmalt, deceduto a causa di un incidente stradale.

Nel Blog di Beppe Grillo, il post dove si commenta la solitudine della Forleo termina con il riferimento delle minacce ricevute dal magistrato. Una di queste: “preannunciava entro la fine dell’estate la morte di entrambi i miei genitori, che effettivamente morirono in un incidente stradale il 25 agosto 2005″, considerata una fatalità. Un’altra la riguardava direttamente: “Se non fossi stata attenta, analoga sorte sarebbe toccata a me e a mio marito”; l’incidente fu preceduto da un incendio “doloso” che devastò l’azienda agricola e la casa di famiglia.

Incidenti che mi ricordano quello di Lady Diana a Parigi o il guasto aereo del Presidente dell’ENI Enrico Mattei, il suicidio acrobatico del finanziere Roberto Calvi ed a seguire caffè avvelenato direttamente in carcere al banchiere Michele Sindona, i suicidi dell’ex Presidente ENI Gabriele Cagliari e tre giorni dopo quello del finanziere Raul Gardini, fino ad arrivare all’ultimo suicidio sospetto, quello di Bruno Piccolo, collaboratore di giustizia per l’omicidio del Vice Presidente del Consiglio Regionale calabrese, dott. Francesco Fortugno.

Forse non bisogna solo sensibilizzare i giovani a non fare uso di-alcol, ma in Italia c’è tanto bisogno di trasparenza e legalità


Scritto il 29 Ottobre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica, Società | Nessuno commento »

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Il marines che uccise Calipari faceva il suo dovere


Funerali Nicola CalipariNicola Calipari, funzionario del SISMI (Servizio per le informazioni e la Sicurezza Militare) è stato ucciso in Iraq mentre era impegnato nella delicata operazione di liberare un ostaggio italiano in mano alla guerriglia. Non è stato ucciso dai terroristi, ma ad un posto di blocco dei Marines degli Stati Uniti, nei pressi dell’aeroporto di Bagdad.
Gli Stati Uniti sono sempre contrari a farsi giudicare da altri e quindi si sono fatti una commissione di indagine interna sulla vicenda che ha assolto i Marines in quanto hanno effettuato solo il loro dovere: “Procedure eseguite alla lettera”

"Gli Stati Uniti - ha aggiunto la stessa fonte - sono pronti a diffondere il rapporto, ma l’Italia ha altre domande da porre". Secondo l’informatore, le posizioni di Stati Uniti e Italia divergono in merito alla velocità alla quale procedeva il veicolo su cui viaggiavano i due italiani, e al contenuto delle comunicazioni intercorse tra funzionari italiani e americani prima del tragico episodio.

"I soldati - ha detto la fonte americana - hanno solo rispettato alla lettera le procedure standard assegnate ai militari di guardia a un checkpoint, dunque non sono colpevoli".

Lo scorso 4 marzo, i militari americani spararono ad un checkpoint contro l’auto, guidata da un altro agente italiano, a bordo della quale c’erano Nicola Calipari con la giornalista del Manifesto, Giuliana Sgrena, appena liberata dopo il sequestro da parte della guerriglia irachena, diretti verso l’aeroporto di Bagdad.

E domani la Toyota Corolla, l’auto sulla quale viaggiavano Capilari e la Sgrena, arriva in Italia a disposizione degli investigatori e dei periti balistici italiani.

"In questo modo sembra che si voglia addossare tutta la colpa agli italiani, e questo rappresenta uno schiaffo anche per il governo italiano": così Giuliana Sgrena ha commentato, in una intervista al Tg3, le anticipazioni sull’esito dell’inchiesta.

Fonti:
http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni/esteri/niccal/noncolpe/noncolpe.html
http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_25/calipari_lozano_prosciolto.shtml


Scritto il 26 Ottobre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica, Società | 6 Commenti »

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