C’era una volta un parlamentare che dopo una giornata di duro lavoro decise di premiarsi ingaggiando due esperte di tecniche di rilassamento… Tutte le storielle che iniziano con "c’era una volta" finiscono bene. Lo stesso però non è accaduto per la vicenda di Cosimo Mele, parlamentare dell’UDC.
A quanto pare Mele avrebbe trascorso la notte tra venerdì e sabato in una suite dell’hotel Flora in via Veneto a Roma con una signora, o forse due, poi ricoverata in ospedale per un malore, da attribuire, sembra, all’uso di cocaina e alcol. Non è stato accusato di nessun reato ma ha dovuto presentare le proprie dimissioni al partito.
Siamo uomini e sbagliare è umano, però mi vien rabbia a pensare che queste persone ci rappresentano e governano. Stanno sempre a difendere la famiglia fondata sul matrimonio, negando qualsiasi altro tipo di unione. Un uomo sposato con figli che va con le prostitute fa parte del modello di famiglia che difendono? Oppure lo è un uomo divorziato che convive con un’altra donna dalla quale ha avuto pure altri figli? Ma basta con l’ipocrisia!
Come se non bastasse il segretario dell’UDC Lorenzo Cesa ha avuto il coraggio di dire che: «La solitudine è una cosa molto seria e la vita del parlamentare è una cosa dura per chi la fa seriamente; al parlamentare bisognerebbe dare di più e consentire il ricongiungimento familiare». Certo, i parlamentari hanno davvero una vita dura, con uno stipendio, innumerevoli benefit ed una pensione garantita! Invece i contadini, gli operai, i precari e la stragrande maggioranza degli italiani che non arrivano alla fine del mese se la passando meglio? Non penso che tutte le persone che soffrono di solitudine vadano a prostitute, non è certo questo il rimedio. E poi che vuol dire "consentire il ricongiungimento familiare"? C’è qualcuno o qualcosa che lo impedisce?
Scritto il 31 Luglio 2007 da Stefano Errante
Categoria: Politica, Società |
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Come tutti sappiamo l’Italia non è molto aperta al mondo gay in genere, ma la notizia che appare sui giornali mi farebbe pensare a vera e propria omofobia. Si parla di due ragazzi gay che colti dai carabinieri mentre si baciavano sono stati fermati e poi denunciati in caserma per atti osceni in luogo pubblico.
Purtroppo la vicenda non è ben chiara in quanto ognuno da la propria versione. I ragazzi parlano di un innocente bacio davanti al Colosseo mentre i carabinieri dicono che si sia trattato di "sesso orale", reato "palese ed inequivocabile".
Nel caso in cui sia stato davvero un solo e innocente bacio bisognerebbe intervenire contro questo episodio di pura discriminazione, mentre nell’altro caso è giusto che i ragazzi vengano puniti, ma lo stesso allora lo si dovrebbe fare con tutti quei depravati eterosessuali che si trovano in giro.
Personalmente non penso che i Carabinieri mentano nel dire che si sia trattato di un atto osceno, perchè dovrebbero alzare un simile polverone? Allora al gay pride avrebbero dovuto arrestare tutti! E poi sappiamo bene che intorno al colosseo le pattuglie sono fisse di ronda e, considerando che davanti ci sono i locali gay più in voga della capitale, sicuramente non sarebbe il primo bacio gay che l’Amphitheatrum vede!
Non credo neanche che si tratti di una mossa contro la recente pedonalizzazione della gay street romana, come invece alcuni sostengono.
Piuttosto mi lascia pensare la seguente frase dei ragazzi: "Forse si può giudicare un bacio un po’ focoso, sulle labbra e sul petto, ma niente di più". Questo un pò focoso e sul petto mi sembrano quasi un’amissione di colpa. Forse i carabinieri avrebbero dovuto limitarsi ad un rimprovero e occuparsi di veri reati? Probabilmente si, visto che nella non lontana piazza della Repubblica si possono vedere ad ogni ora prostitute, spacciatori e anche minori immigrati che si "concedono" a degli attempati italiani!
Scritto il 28 Luglio 2007 da Stefano Errante
Categoria: Roma, Società |
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Finalmente dopo anni ho deciso di andarmene da una società che mi ha sfruttato e umiliato. Ci lavoravo giusto perchè avevo un contratto, fatto dopo anni di agonia e nuove leggi, e perchè non sapevo dove andare, considerando che purtroppo non si trova lavoro. Ero arrivato ormai allo stremo, venivo pagato sempre in ritardo (di mesi) e ogni volta dovevo stare a elemosinare lo stipendio.
Venivo spiato! Erano arrivati addiritura a far finta di uscire dall’ufficio con tanto di chiusura della porta e saluto, ma rimanevano all’interno ad origliare ed una volta stufi aprivano e uscivano richiudendo la porta. Bastardi! Non solo, avevano pure condiviso il disco fisso del mio computer e registrato le telefonate. Ma poi perchè tutto questo? Ho sempre lavorato sodo e la mia produttività era oltre il 100%, come loro stessi ammettevano. Mobbing allo stato puro. Tutto senza motivo, giusto per la loro cattiveria.
Ebbene dopo aver riscontrato un aumento pericoloso della pressione arteriosa, malessere, stress, nervosismo, totale assenza di stimoli, etc… ho deciso di darci un taglio: la mia salute prima di tutto! Me ne sono andato dopo aver finito tutti gli ultimi lavori e senza aver trovato un altro impiego. L’ultimo giorno non sono stato neache salutato!
E adesso mi ritrovo dopo mesi e senza un euro in tasca a chiedergli di pagarmi tutto quello che ancora mi devono. Non rispondono alle mie comunicazioni e in quelle che ci sono state prima non dicono nenache se e/o quando lo faranno. Gli avevo pure fatto presente la mia situazione economica e hanno avuto il coraggio di dire << Devi farti le ossa >>. Bastardi!
Molti continuano a dirmi di fargli causa per mobbing, ma come faccio a provarlo? Posso mai chiedere a quei poveri disgraziati che ancora, per necessità, lavorano in quella azienda di testimoniare? Ecco qual è la situazione dei giovani italiani. Una cosa è certa: non me ne starò con le mani in mano.
Avrei voluto scrivere tutto per bene, ma non riesco, sono ancora troppo triste e amareggiato… passerà, spero!
Scritto il 27 Luglio 2007 da Stefano Errante
Categoria: Lavoro |
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