Avevo già commentato in un precedente articolo
la "beffa" del ticket sanitario nazionale di 10,00 euro sulla diagnostica e le visite specialistiche.
Una norma assolutamente iniqua e vessatoria introdotta dall’ultima legge finanziaria
ed in vigore in tutte le regioni dal 1° gennaio 2007.
A causa delle forti proteste delle Associazioni
dei consumatori, dell’opposizione di Governo e di buona parte della stessa maggioranza parlamentare, il Senato ha approvato la riduzione del ticket sanitario nazionale da 10 a 3,50 Euro con il disegno di legge n.1411.
Il provvedimento presentato dal governo e poi ritirato a causa della bocciatura della commissione Bilancio, è stato successivamente ripresentato con una diversa copertura e tagli orizzontali ai ministeri su leggi di spesa.
Ebbene, non si parla ancora di abolizione (con molta probabilità si dovrà attendere la prossima finanziaria, secondo quanto dichiarato dal Ministro della salute Livia Turco), ma di un notevole passo in avanti in quella direzione.
Scritto il 28 Aprile 2007 da Duffy Duck
Categoria: Salute |
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Un giorno la moglie informa il marito che inizierà a seguire un corso per diventare sommelier, giusto per svagarsi e staccare dalle routine di casalinga e mamma. Ovviamente il marito non ebbe nulla da obiettare soltanto che dopo qualche tempo lei arrivò a chiedergli un periodo di pausa. Il povero uomo accettò la richiesta inaspettata, non avendo altre soluzioni e soprattutto per il bene della loro prole. Poi, come dopo ogni periodo di pausa arrivò la stangata… la moglie chiese il divorzio, senza aver dato alcuna spiegazione al marito.
Purtroppo i problemi di questo povero disgraziato non finiscono qui… data la normativa vigente in Italia è stato costretto ad abbandonare la sua casa (acquistata prima del matrimonio e della quale paga ancora il mutuo), lasciandola alla moglie e ai figli, a versare un assegno per i figli ed anche per la "buona moglie".
Non solo, l’uomo deve pure sostenere delle spese legali che, come tutti noi sappiamo, sono tutt’altro che basse e inoltre è costretto a vivere in uno "scantinato", non potendo permettersi altro.
Ma sapete perchè la moglie ha chiesto il divorzio? Si è innamorata di un tipo che teneva il corso. Che fantasia!
Purtroppo è una storia vera e NON è un caso isolato.
Le domande sorgono spontanee:
- Ma il marito non poteva continuare a vivere nella sua casa?
- Se la moglie vuole stare con un altro, perchè non se ne è andata di casa lasciando in pace quel povero cristo?
- Ma la cara mogliettina non può andare a lavorare?
- Perchè la moglie può portare in casa la sua nuova fiamma?
- Perchè la moglie deve avere l’assegno?
- Ma perchè il marito separato non viene tutelato? Perchè?
- Questa "moglie" non ha un briciolo di dignità e, soprattutto, di umanità?
- etc. etc.
NB Consigliamo di leggere anche l’articolo: Modifica delle condizioni patrimoniali stabilite all’atto della separazione consensuale
Scritto il 24 Aprile 2007 da Stefano Errante
Categoria: Società |
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Questi giorni si parla molto della presenza di comunità cinesi nel nostro paese. Sentendo le interveste rilasciate dai cinesi della ChinaTown di Milano ai vari programmi tv sembra proprio che vengano discriminati. Sentendo invece gli italiani che si son visti invadere il loro quartiere, sarebbero i cinesi ad essere prepotenti. Premetto subito che non voglio fare alcun tipo di discriminazione.
In Italia tutti sono benvenuti, purchè abbiano rispetto delle nostre regole, delle nostre tradizioni, dei nostri valori, dei nostri beni privati e pubblici e purchè lo stato e la società civile sollevino innanzitutto gli stessi italiani indigenti. Certo l’appunto sul rispetto può essere mosso anche ad alcuni di noi italiani.
Vorrei fare solo alcune osservazioni sulla situazione. Mi chiedo perchè questa comunità tende a costituire zone extraterritoriali su cui vuole esercitare esclusivamente la sovranità. E’ risaputo che i cinesi costituiuscono una comunità chiusa all’esterno. Acquistano immobili pagandoli subito e a prezzi più alti, arrivando ad impadronirsi di interi quartieri. Questo capita a Milano come anche a Roma. Un’altra cosa che mi chiedo è come facciano tutti quei negozietti a tirare avanti, visto e considerato che non mi pare ci sia una grande affluenza di clienti. Visto che sono molto solidali fra loro, come ammettono nelle interviste, qual è la fonte di tutto questo denaro? Al riguardo so di due tesi. La prima vuole che gli esercizi commerciali dei cinesi siano dei punti di riciclo di denaro sporco. La seconda vuole che l’iniziativa imprenditoriale e le acquisizioni in proprietà siano addiritura sovvenzionati dallo stesso governo cinese secondo una logica che potrebbe andare anche oltre i semplici interessi commerciali.
Sono questi soltanto luoghi comuni?
Questa non è integrazione! Possiamo convivere civilmente senza problemi, d’altronde la diversità rende bello il mondo. 
Scritto il 17 Aprile 2007 da Stefano Errante
Categoria: Società |
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